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Il "Cammino di S. Francesco" dalla Verna ad Assisi. Michele Luppi - Shutterstock

Le vie di Francesco: una rete che comincia a prendere forma

A pochi giorni dalle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi, c’è un modo particolarmente concreto per avvicinarsi alla sua figura: mettersi in cammino.

Non necessariamente per cercare di ripercorrere, passo dopo passo, gli spostamenti di un uomo del XIII secolo. Otto secoli sono troppi perché ciò sia possibile. Strade, confini, paesi e paesaggi sono cambiati. Ma nell’Italia centrale rimane una straordinaria costellazione di luoghi legati alla sua vita e alla memoria lasciata dalle prime comunità francescane: eremi nascosti tra i boschi, conventi, piccoli borghi medievali, santuari e sentieri che attraversano gli Appennini.

Per anni molti di questi itinerari si sono sviluppati in modo indipendente. Alcuni hanno associazioni proprie, credenziali, strutture di accoglienza per i pellegrini e una segnaletica consolidata. Altri sono stati inseriti più recentemente. La novità del 2026 è il tentativo di considerarli come parti di un’unica geografia.

Il 30 luglio, il Ministero del Turismo italiano ha presentato il Cammino di Francesco – Il Cammino della Luce, una rete che riunisce percorsi già esistenti sotto un’identità comune. Nel complesso si parla di 1.546 chilometri, comprese varianti e diramazioni, attraverso Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. Assisi ne rappresenta il centro di gravità e, per molti pellegrini, la destinazione finale.

Non si tratta, dunque, di un nuovo “Cammino di Santiago” tracciato in una sola volta sulla mappa. È qualcosa di forse ancora più interessante: una rete che si sta costruendo a partire da cammini che avevano già una vita propria.

Da molti cammini a un’unica rete

Il progetto attuale ha cominciato ad assumere una forma istituzionale nel 2022, quando una legge italiana ha istituito il Comitato Nazionale incaricato delle celebrazioni dell’ottavo centenario. Tra i suoi compiti figurava espressamente la promozione dei luoghi e dei cammini legati a Francesco.

Il passo successivo è arrivato il 28 ottobre 2025 con la costituzione dell’associazione Vie e Cammini di Francesco, nata per riunire amministrazioni pubbliche, regioni, territori e rappresentanti del mondo francescano. Il suo obiettivo non è soltanto promozionale. L’associazione intende lavorare anche sulla segnaletica, sulla conservazione dei sentieri, sull’accoglienza, sull’assistenza ai camminatori, sull’accessibilità, sulla comunicazione e sulla definizione di standard comuni.

Questo spiega perché la mappa attuale assomigli meno a un’autostrada e più a una rete ferroviaria: esistono diversi punti di partenza e differenti direttrici che finiscono per incontrarsi.

Per chi desidera mettersi in cammino, queste sono le principali vie.

Da Firenze a La Verna lungo la direttrice nord

La prima possibilità parte dal cuore di Firenze e raggiunge il santuario de La Verna, uno dei luoghi fondamentali della geografia francescana. La cosiddetta direttrice nord si estende per 101,2 chilometri suddivisi in sei tappe: Firenze–Pontassieve, Pontassieve–Passo della Consuma, Consuma–Stia, Stia–Camaldoli, Camaldoli–Badia Prataglia e Badia Prataglia–La Verna.

Il suo carattere è segnato dal Casentino e dalle sue grandi distese boschive. La presenza di Camaldoli, con la sua tradizione monastica, aggiunge un ulteriore livello a un percorso nel quale natura e patrimonio religioso si intrecciano continuamente. Per pianificare le tappe e scaricare la traccia GPX, il riferimento più sicuro è la pagina ufficiale di Italia.it dedicata alla direttrice Firenze–La Verna nord.

Da Firenze a La Verna lungo la direttrice sud

La seconda partenza da Firenze è leggermente più breve: 90,2 chilometri in sei tappe. Il percorso collega Firenze, Rignano, Vallombrosa, Montemignaio, Poppi, Bibbiena e infine La Verna. Rispetto all’itinerario settentrionale, questa alternativa trova uno dei suoi punti di forza in Vallombrosa e attraversa alcune delle località più note del Casentino.

Non è semplicemente una variante pensata per “arrivare prima”. È un altro modo di entrare nello stesso paesaggio. La pagina pratica, con cartografia e GPX, può essere consultata su Italia.it alla voce Firenze–La Verna, direttrice sud o Cammino Inferiore.

 

Pilgrims on the Way of St. Francis to Assisi through the Umbria region of Italy.
Pellegrini sulla Via di Francesco verso Assisi, attraverso la regione italiana dell’Umbria.
Da Rimini a La Verna

Dall’Adriatico arriva uno dei cammini meglio organizzati dell’intera rete. L’itinerario tra Rimini e La Verna è nato come percorso strutturato nel 2013 e conserva una propria associazione di gestione. Sono circa 107–110 chilometri in cinque giornate: Rimini–Villa Verucchio, Villa Verucchio–San Leo, San Leo–Sant’Agata Feltria, Sant’Agata Feltria–Balze di Verghereto e Balze–La Verna.

Da San Leo in poi il terreno diventa più impegnativo e le ultime tappe sono classificate dagli stessi gestori del cammino come giornate che richiedono un certo sforzo. Il vantaggio è rappresentato da un’infrastruttura già sviluppata: credenziale, guida, rete di strutture ricettive, avvisi sul percorso e persino alcuni servizi di trasporto bagagli.

Proprio per questo, oltre alla pagina nazionale di Italia.it, prima di partire vale la pena consultare il sito ufficiale del Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna, dove vengono aggiornate le tappe e segnalate eventuali criticità.

It covers approximately 107–110 kilometres over five days: Rimini–Villa Verucchio, Villa Verucchio–San Leo, San Leo–Sant’Agata Feltria, Sant’Agata Feltria–Balze di Verghereto and Balze–La Verna.

Da La Verna ad Assisi passando per Pieve Santo Stefano

Da La Verna inizia uno dei grandi corridoi verso Assisi. La via che passa per Pieve Santo Stefano si estende per circa 189,6 chilometri, distribuiti in una decina di giornate principali. Il cammino attraversa Cerbaiolo, Sansepolcro, Citerna, Città di Castello, Pietralunga, Gubbio e Valfabbrica prima di arrivare ad Assisi. È difficile trovare, nell’intera rete, una successione altrettanto densa di luoghi legati alla tradizione francescana.

Richiede anche una certa preparazione. Alcune tappe si avvicinano o superano i trenta chilometri e attraversano tratti boscosi o scarsamente popolati. Il riferimento nazionale è Italia.it, nella pagina dedicata alla direttrice La Verna–Assisi via Pieve Santo Stefano. Per alloggi, segnaletica e servizi nella parte umbra, è particolarmente utile il portale La Via di Francesco.

Da La Verna ad Assisi passando per Caprese Michelangelo

Esiste un’altra possibilità da La Verna, lunga circa 185,5 chilometri, che si addentra in un territorio più montuoso passando per Caprese Michelangelo e l’area di Anghiari. Già la prima giornata offre un’indicazione sul carattere del percorso: tra La Verna e Caprese Michelangelo si accumulano circa 1.170 metri di dislivello in salita. Lungo il cammino si incontrano luoghi come l’Eremo della Casella e l’Alpe di Catenaia.

È probabilmente un’opzione per chi cerca qualcosa di più del semplice accumulo di chilometri ed è disposto ad affrontare dislivelli maggiori. Poiché l’organizzazione delle tappe pubblicata nel 2026 presenta ancora alcuni aspetti che è opportuno verificare prima della partenza, in questo caso è particolarmente importante consultare la traccia aggiornata su Italia.it, alla voce La Verna–Assisi via Caprese Michelangelo.

Da Roma ad Assisi lungo la Salaria

Il grande accesso meridionale comincia accanto a un altro dei principali centri di pellegrinaggio europei: Roma. L’itinerario lungo la Salaria copre circa 247 chilometri. Parte dall’area di San Pietro, attraversa Monte Sacro e Monterotondo e prosegue attraverso la Sabina fino a Rieti. Qui entra in uno dei territori più strettamente associati a Francesco: Poggio Bustone, Greccio, La Foresta e Fonte Colombo.

Prosegue poi verso Piediluco, Spoleto, Trevi e Foligno prima di raggiungere Assisi. Non è un percorso uniforme. Alterna uscite urbane, strade rurali, valli e tratti montani, per cui la distanza giornaliera non è l’unico elemento da tenere in considerazione. L’itinerario e i file GPX sono disponibili su Italia.it nella pagina Roma–Assisi via Salaria. Per il tratto umbro, le informazioni possono essere integrate con quelle de La Via di Francesco.

 

Sanctuary of La Verna (Santuario della Verna), Tuscany, Italy
Santuario della Verna
Da Roma ad Assisi lungo la Tiberina

Roma dispone anche di una seconda porta d’ingresso alla rete: la Tiberina. Il percorso attraversa Monterotondo, Fara in Sabina, Poggio Mirteto, Collevecchio e Configni fino a Greccio, dove si collega al sistema che prosegue verso Assisi.

In questo caso è opportuno prestare particolare attenzione alla pianificazione: la pagina nazionale combina la distanza complessiva fino ad Assisi con le tappe iniziali fino a Greccio, quindi la scelta più prudente è lavorare sulla cartografia e sulle tracce GPX aggiornate. Le informazioni ufficiali sono disponibili su Italia.it alla voce Roma–Assisi via Tiberina.

L’Anello della Valle Santa di Rieti

Non tutti i cammini della rete richiedono due settimane. L’Anello della Valle Santa di Rieti propone 63,1 chilometri in tre giornate. È un circuito particolarmente concentrato: permette di collegare i quattro grandi santuari francescani della zona — Greccio, Fonte Colombo, La Foresta e Poggio Bustone.

Per la sua durata può rappresentare un’introduzione a questo tipo di pellegrinaggio oppure un percorso autonomo per chi dispone soltanto di pochi giorni. Mappa e informazioni pratiche sono disponibili su Italia.it alla voce Anello della Valle Santa di Rieti.

Da Ascoli Piceno ad Assisi

Dalle Marche arriva il Cammino Francescano della Marca, circa 167 chilometri in otto tappe. Ascoli Piceno–Venarotta–Comunanza–Sarnano–Montalto di Cessapalombo–Polverina–Colfiorito–Foligno–Assisi: il tracciato attraversa l’Appennino umbro-marchigiano e territori che negli ultimi anni hanno dovuto affrontare anche la ricostruzione dopo i terremoti.

Qui il cammino assume anche una dimensione territoriale molto evidente. Sono state create strutture di accoglienza conosciute come Spedali, mentre comuni e associazioni partecipano alla manutenzione del percorso. La pagina più utile per chi intende percorrerlo è quella dello stesso Cammino Francescano della Marca, perché pubblica anche modifiche e deviazioni. Esiste inoltre una scheda generale su Italia.it.

Il Cammino di Francesco in Abruzzo

L’Abruzzo porta nella rete un elemento differente. Il suo percorso ufficiale si estende per 87,4 chilometri in undici tappe relativamente brevi e attraversa Fonteavignone, Rocca di Mezzo, Rovere, Ovindoli, Celano, Aielli, Collarmele, Gagliano Aterno, Castelvecchio Subequo, Secinaro e l’area del Sirente.

Qui l’esperienza è segnata dall’Altopiano delle Rocche, dalla Valle Subequana e dai paesaggi montani dell’interno abruzzese. Compare anche la memoria di Tommaso da Celano, uno dei primi biografi di Francesco.

Il fatto che le tappe siano brevi non significa necessariamente che siano facili: altitudine e condizioni meteorologiche possono pesare più dei chilometri. Le informazioni pratiche e i file GPX sono disponibili su Italia.it alla voce Cammino di Francesco in Abruzzo.

 

Pilgrims at the Basilica of Assisi for the Feast of Saint Francis. Trabantos - Shutterstock
Pellegrini alla Basilica di Assisi per la festa di San Francesco. Trabantos – Shutterstock

Arrivare ad Assisi: la Credenziale e il Testimonium

Per molti camminatori, tutti questi corridoi finiscono per convergere in un’unica immagine: l’arrivo ad Assisi. Durante il percorso è possibile utilizzare la Credenziale del Pellegrino, che viene timbrata nelle diverse tappe e serve come testimonianza del cammino compiuto. Sulla Via di Francesco può essere richiesta in anticipo ed è riconosciuta dalle istituzioni francescane legate al pellegrinaggio.

Una volta raggiunta la Statio Peregrinorum del Sacro Convento, è possibile richiedere il Testimonium Viae Francisci, l’equivalente francescano più vicino alla Compostela. Per riceverlo è necessario aver percorso almeno 100 chilometri a piedi o 200 chilometri in bicicletta fino alla tomba di Francesco. Chi ha percorso una distanza inferiore può richiedere la Chartula Peregrini. Le informazioni sulla credenziale sono disponibili sul portale La Via di Francesco, mentre il riferimento istituzionale della basilica è sanfrancescoassisi.org.

Un cammino che comincia a parlare più lingue

Il progetto nazionale nasce con un vantaggio che molte rotte turistiche impiegano decenni a conquistare: prima ancora di avere un marchio comune, aveva già i suoi pellegrini.

Nel 2024 la Statio Peregrinorum di Assisi ha registrato 4.483 arrivi. Oltre l’80% riguardava persone che avevano percorso la Via di Francesco. E praticamente la metà proveniva dall’estero. La Germania rappresentava l’11,95% dei pellegrini registrati; gli Stati Uniti il 5,62%; la Francia il 5,18%. Sono dati precedenti alla presentazione della rete nazionale e proprio per questo dimostrano che la dimensione internazionale non è un’aspirazione nata nel 2026: esisteva già. Ora comincia una fase diversa.

L’obiettivo per i prossimi anni sembra essere non tanto quello di tracciare nuove centinaia di chilometri, quanto di fare in modo che quelli già esistenti funzionino sempre più come un sistema: informazioni più omogenee, segnaletica riconoscibile, maggiore coordinamento tra regioni, strutture ricettive e associazioni, aggiornamento digitale dei percorsi e una promozione internazionale comune.

Italia.it offre già un unico punto di accesso e il progetto è stato integrato anche nel suo ecosistema digitale. Allo stesso tempo, i cammini locali conservano la conoscenza del territorio accumulata nel corso degli anni. L’associazione Vie e Cammini di Francesco ha precisamente il compito di avvicinare queste due dimensioni.

Forse è proprio qui che risiede la singolarità di questo pellegrinaggio, a otto secoli dalla morte di Francesco. Non pretende di dimostrare che ogni sentiero di oggi coincida esattamente con un’impronta lasciata nel XIII secolo. La sua forza è altrove: nel collegare luoghi nei quali, per ottocento anni, comunità diverse hanno custodito la memoria di una stessa persona e di un particolare modo di rapportarsi al paesaggio, agli altri e al cammino stesso.

 

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