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La Via della Sacra Famiglia in Egitto: cammino spirituale, eredità e rinnovamento

Sito dell'Albero di Maria a Matariyya Silvia Costantini
Sito dell'Albero di Maria a Matariyya Silvia Costantini

Intervista al signor Adel El Gendy, il visionario ideatore del più ambizioso progetto di turismo spirituale in Egitto

Nella luce soffusa del tardo pomeriggio del Cairo, Adel El Gendy, capo del Dipartimento Strategico del Ministero del Turismo e dei Beni Culturali, parla con la calma intensa di chi porta nella voce sia la storia che la speranza. Di fede musulmana, ma artefice di quello che è destinato a diventare uno dei più grandi itinerari cristiani del mondo, ha dedicato più di dodici anni alla creazione della Rotta della Sacra Famiglia in Egitto, un ambizioso progetto volto a far rivivere il percorso che si ritiene abbiano seguito la Vergine Maria, Giuseppe e il bambino Gesù durante il loro esilio.

Sostenuto dal governo egiziano e riconosciuto dall’UNESCO, il progetto mira a trasformare un viaggio biblico in un modello di unità culturale, equilibrio ecologico e rinnovamento spirituale. Un perfetto esempio di esperienza turistica completa.

La Sacra Famiglia e il suo messaggio intramontabile

“L’Egitto non è solo la terra dove sono nate le civiltà”, afferma El Gendy, guardando al futuro con convinzione. “È anche la terra che ha dato rifugio alla Sacra Famiglia, la terra che ha protetto il bambino Gesù. Questo rende l’Egitto non solo parte della storia cristiana, ma parte della storia stessa dell’umanità”.

 

Mr Adel el Gendy
Adel el Gendy

Per anni ha lavorato per trasformare questa sacra eredità in un viaggio vivo e pulsante. “Stiamo promuovendo la spiritualità. L’obiettivo dell’Egitto è quello di presentare questo percorso come una storia universale, una storia di rifugio, fede e pace. È un progetto nazionale per tutti gli egiziani, musulmani e cristiani”.

Esperienza di autenticità

Il restauro e lo sviluppo del percorso sono organizzati in fasi attentamente pianificate, ciascuna delle quali corrisponde a gruppi di siti che possono essere facilmente visitati insieme.

“La preparazione è tutto”, spiega El Gendy. “Valutiamo ogni tappa in base a tre criteri principali: evidenze tangilibili, accessibilità e servizi”.

Uno dei gruppi più emblematici, Wadi El Natrun, comprende quattro monasteri tra i più antichi del mondo cristiano. “È possibile camminare da un monastero all’altro”, dice. “È una rievocazione vivente del viaggio della Sacra Famiglia, simile allo spirito del Cammino di Santiago”.

I piani futuri includono anche forme di viaggio sostenibili: “Un giorno, i visitatori potrebbero spostarsi tra i monasteri su carri trainati da asini o carrozze portate da cavalli, proprio come faceva la Sacra Famiglia. Si tratta di autenticità, non di lusso”.

 

scouting trip muharraq
Il signor El Gendy con il vescovo Bigol e altri membri di Viator Media, Synergy ed ETA al monastero di Al-Muharraq

Un messaggio universale

“Il Sentiero della Sacra Famiglia non è solo per i credenti”, sottolinea El Gendy. “È per ogni anima in cerca di pace”.

Il progetto è pensato per accogliere visitatori di ogni provenienza. “Il messaggio è universale”, aggiunge. “Il percorso parla all’anima, non alla confessione religiosa”.

La visione dell’Egitto è quella di offrire un’esperienza totale che fonde il pellegrinaggio con la cultura: siti archeologici, comunità locali, eco-lodge e crociere sul Nilo. “Il viaggio dovrebbe coinvolgere tutti i sensi”, afferma. “I visitatori non vedranno solo chiese, ma ascolteranno storie, incontreranno persone, assaggeranno il cibo egiziano e sentiranno il ritmo calmo del Nilo”.

Una nazione, un cuore

Forse l’elemento più sorprendente della Rotta della Sacra Famiglia è il suo messaggio di unità.

“Sono musulmano”, dice El Gendy con calma. “Eppure sono responsabile del coordinamento di un percorso di pellegrinaggio cristiano. Questa è l’essenza dell’Egitto: una nazione, un cuore”.

Egli vede il progetto come un riflesso dell’anima condivisa del Paese: “Il Sentiero della Sacra Famiglia non è un progetto religioso, è un progetto di identità nazionale”. Ecco perché l’iniziativa è diventata un simbolo di convivenza e una pietra miliare della visione più ampia dell’Egitto per un turismo inclusivo nel XXI secolo.

Dal Nilo all’UNESCO

Nel novembre 2022 il Sentiero della Sacra Famiglia è stato riconosciuto dall’UNESCO come parte del patrimonio culturale immateriale dell’Egitto. Questo riconoscimento, sostenuto quasi all’unanimità dal Comitato intergovernativo, celebra i valori spirituali, culturali e umani delle festività tradizionali delle comunità cristiane copte e musulmane egiziane.

Tra le tappe più suggestive c’è Deir Dronka, un vasto monastero rupestre ad Assiut, dove si ritiene che la Sacra Famiglia abbia vissuto per sei mesi. “Ogni anno, oltre tre milioni di pellegrini si riuniscono lì”, afferma con orgoglio El Gendy. “È un miracolo vivente, una celebrazione della fede e della continuità”.

Altri luoghi simbolo, come la Chiesa di Gabal El-Teir, arroccata in modo spettacolare sopra il Nilo, e il Monastero di Al-Muharraq, che si ritiene sia stato benedetto da Gesù stesso, creano quello che El Gendy definisce “un arazzo di speranza e benedizione che unisce il tempo e la fede”.

Dove la storia incontra la spiritualità

Ad un livello più profondo, la Rotta della Sacra Famiglia non riguarda solo la storia, ma anche l’umanità e i valori comuni. “Questa non è solo la storia dell’Egitto”, conclude El Gendy. “È la storia dell’umanità. La Sacra Famiglia è venuta in Egitto in cerca di sicurezza e qui ha trovato la pace”.

Fa una pausa, con gli occhi lucidi.

“Quando i visitatori vengono qui, non vedono solo monumenti. Provano qualcosa di più profondo. Perché l’Egitto è ancora la terra del rifugio, la terra della benedizione, la terra dove l’amore, la fede e l’umanità si incontrano”.

 

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Questo contenuto è offerto in collaborazione con Synergy e l’Autorità egiziana per il turismo (ETA)

Questo post è disponibile anche in: English Español

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