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Interno della cupola a cassettoni della Rotonda di Mosta Felix Lipov - Shutterstock

La cupola che non crollò: la Rotonda di Mosta e il miracolo dell’agosto maltese

C’è una chiesa, nel cuore di Malta, che lascia senza parole la prima volta che la si vede. Si svolta un angolo nel centro di Mosta e all’improvviso appare una cupola di dimensioni talmente imponenti da sembrare sproporzionata rispetto alle case in pietra calcarea che la circondano. Per un istante si ha l’impressione che siano le dimensioni della città a essere sbagliate. Poi ci si rende conto che è la città ad avere la scala giusta: è la cupola a essere straordinariamente grande.

La Rotonda di Mosta — ufficialmente Basilica Santuario dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, ma conosciuta da tutti semplicemente come Mosta Dome o il-Qbajbja — possiede la terza cupola autoportante più grande d’Europa, dopo il Pantheon di Roma e la Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.

Fu costruita grazie alla determinazione di un intero villaggio. I lavori durarono ventisette anni. E, in un pomeriggio di martedì dell’aprile 1942, nel pieno della più intensa campagna di bombardamenti aerei della storia fino a quel momento, una bomba tedesca attraversò la cupola senza esplodere.

L’ambizione di una comunità

La storia della Rotonda nasce non soltanto dalla fede, ma anche da un certo spirito competitivo e dall’orgoglio tipicamente maltese di una comunità convinta di meritare qualcosa di più grande.

Negli anni Venti dell’Ottocento, la parrocchia di Mosta era servita da una piccola chiesa del XVI secolo, ormai insufficiente per una popolazione in costante crescita. Poco tempo prima, la vicina cittadina di Naxxar aveva inaugurato una nuova e imponente chiesa.

La risposta di Mosta fu tanto semplice quanto ambiziosa: non costruire una chiesa appena più grande, ma una delle più monumentali dell’intero Mediterraneo.

L’incarico fu affidato all’architetto Giorgio Grognet de Vassé, nobile maltese, studioso e uomo di vasta cultura, formatosi in Italia. Da anni coltivava un’idea precisa: realizzare una chiesa ispirata al Pantheon di Roma, il celebre edificio la cui cupola in calcestruzzo priva di armature aveva resistito per oltre diciassette secoli.

Nel 1821 Grognet presentò il progetto alla parrocchia. Avrebbe dedicato il resto della propria vita alla sua realizzazione.

 

By Luigi de Brockdorff - Malta Penny Magazine, 24 July 1841, Public Domain,
Da Luigi de Brockdorff – Malta Penny Magazine, 24 luglio 1841, Pubblico Dominio

La cupola misura 37,2 metri di diametro interno. Per costruirla non vennero utilizzate impalcature tradizionali: gli operai innalzarono la struttura sopra un enorme cumulo di terra compatta che, man mano che la muratura saliva, veniva progressivamente rimosso. L’opera fu finanziata quasi interamente dagli abitanti di Mosta, che per quasi trent’anni offrirono denaro, materiali e lavoro volontario.

La costruzione iniziò nel 1833. La consacrazione avvenne nel 1871, quindici anni dopo la morte dell’architetto.

Il risultato è uno degli interni più sorprendenti del Mediterraneo. Si entra attraverso un pronao sorretto da sei colonne ioniche e, improvvisamente, lo spazio si apre in una gigantesca aula circolare circondata da cappelle laterali e pilastri monumentali. Sopra tutto domina la cupola, decorata nei toni del blu e dell’oro. La Rotonda può accogliere oltre diecimila fedeli. Durante la festa di Santa Marija, quasi li ospita davvero.

Il pomeriggio del 9 aprile 1942

Nel 1942 Malta viveva da quasi due anni sotto bombardamenti quasi continui. La posizione strategica dell’isola, al centro del Mediterraneo, era fondamentale per le linee di rifornimento alleate dirette verso il Nord Africa. Per questo le potenze dell’Asse concentrarono sull’arcipelago una campagna aerea senza precedenti.

Tra il giugno 1940 e il novembre 1942 Malta subì oltre tremila incursioni aeree, ricevendo più bombe per chilometro quadrato di qualsiasi altro luogo del mondo durante la Seconda guerra mondiale. Nell’aprile del 1942 il re Giorgio VI conferì all’intero popolo maltese la George Cross, unica volta nella storia in cui questa onorificenza fu assegnata a un’intera nazione.

La mattina del 9 aprile 1942, un martedì della Settimana Santa, tre bombardieri tedeschi Junkers Ju 88 sorvolarono Mosta. La Rotonda era gremita. Nonostante la guerra, la popolazione continuava a partecipare alle celebrazioni liturgiche. Circa trecento persone erano raccolte in preghiera per le devozioni pomeridiane.

Intorno alle 16:40, una bomba perforò la cupola. Attraversò l’oculo centrale, urtò una parete interna, rimbalzò sul pavimento di pietra e terminò la propria corsa nella navata, in mezzo ai fedeli.

Non esplose.

 

MOSTA/MALTA - November 20, 2017: The bomb miracle in the Rotunda of Mosta church in Malta
Il miracolo della bomba nella Rotonda della chiesa di Mosta a Malta. Vladimir Zhoga / Shutterstock.com

Durante lo stesso attacco altre due bombe colpirono l’esterno della chiesa, provocando danni strutturali ma senza comprometterne la stabilità. L’ordigno caduto all’interno — una bomba tedesca SC 500 da circa 500 chilogrammi — fu successivamente disinnescato e rimosso. Tra le circa trecento persone presenti nella chiesa non vi furono né morti né feriti gravi.

La notizia si diffuse rapidamente. In una Malta ormai allo stremo — ridotta quasi alla fame dall’assedio e ancora in attesa dell’arrivo della petroliera Ohio, che soltanto ad agosto avrebbe portato il carburante indispensabile alla sopravvivenza dell’isola — quell’episodio divenne un simbolo di speranza.

La parrocchia non ha mai avuto dubbi su come definirlo: un autentico miracolo della Madonna Assunta, alla quale la Rotonda era dedicata e in onore della quale i fedeli erano riuniti in preghiera.

Ancora oggi nella sacrestia è conservata una replica della bomba, insieme a frammenti di schegge e alla documentazione dell’accaduto. È uno degli oggetti più visitati di Malta. Non tanto per ciò che è, quanto per ciò che non fece.

Una chiesa costruita per questa festa

La Rotonda e la festa dell’Assunzione sono inseparabili dall’identità di Mosta. La chiesa è dedicata a Santa Maria Assunta, e il 15 agosto la trasforma più di qualsiasi altro giorno dell’anno. La cupola viene completamente illuminata. Il pronao si ricopre di enormi drappi damascati. Le strade circostanti si riempiono di luminarie e di migliaia di persone provenienti da tutta Malta. La statua dell’Assunta viene portata in processione a spalla per le vie del paese e infine ritorna alla Rotonda.

Quando la processione termina, iniziano i fuochi d’artificio, lanciati dai campi intorno a Mosta, che avvolgono la cupola in un susseguirsi di luci, colori e fumo contro il cielo dell’estate mediterranea. È una delle grandi celebrazioni religiose del Mediterraneo.

Ma a Mosta, sotto la gioia della festa, rimane sempre il ricordo di quel martedì del 1942. La festa dell’Assunzione è anche una celebrazione della sopravvivenza. La Rotonda oggi si riempie di fedeli perché un giorno, in circostanze infinitamente più drammatiche, era già piena. E quella comunità sopravvisse.

 

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Visitare la Rotonda

La Rotonda di Mosta è aperta ai visitatori durante tutto l’anno. La sacrestia, dove sono esposti i reperti e la documentazione relativi ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, è visitabile quotidianamente.

La chiesa sorge nel cuore di Mosta, a pochi passi dalla piazza principale, ed è impossibile non individuarla: la sua cupola è visibile da gran parte dell’isola. Per i pellegrini che percorrono il Camino Maltés, Mosta rappresenta una delle tappe principali dell’itinerario che collega Rabat al porto e successivamente a La Valletta. La Rotonda costituisce una delle soste più significative del cammino: il luogo in cui la dimensione della fede maltese diventa improvvisamente concreta, tangibile e monumentale.

Il momento migliore per visitarne l’interno è la mattina presto, prima dell’arrivo del caldo e dei gruppi turistici, quando la luce entra dall’oculo della cupola facendo risplendere il blu e l’oro delle decorazioni e l’intero edificio è immerso in un silenzio quasi assoluto. Fermatevi al centro della navata, proprio nel punto in cui la bomba si arrestò. Poi alzate lo sguardo verso la cupola.

 

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