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Pannello informativo con mappa del Cammino del Nord nel comune di Bareyo. Jan Hospodka - Shutterstock

Il Cammino del Nord: la Via che collega strade, porti e santuari

Esiste un’immagine diffusa del Cammino del Nord: un pellegrino che procede sempre accanto al Mar Cantabrico, tra scogliere, spiagge e villaggi di pescatori, sulla strada per Santiago. La realtà è decisamente più interessante.

Il Cammino del Nord non segue continuamente la costa, né riproduce metro per metro un itinerario medievale. Non è neppure il più antico dei Cammini di Santiago. La sua peculiarità sta altrove: per secoli ha funzionato come un grande corridoio terrestre collegato ai porti della costa cantabrica e, allo stesso tempo, ad altre destinazioni di pellegrinaggio. Da qui era possibile proseguire verso Compostela, deviare verso Santo Toribio de Liébana oppure dirigersi a Oviedo e imboccare il Cammino Primitivo.

Oggi il Cammino del Nord parte generalmente da Irún o Hondarribia, attraversa i Paesi Baschi, la Cantabria e le Asturie, entra in Galizia — di norma attraverso Ribadeo — e infine confluisce nel Cammino Francese ad Arzúa. La distanza complessiva varia a seconda delle varianti e dei criteri di misurazione, ma può essere stimata intorno agli 820 chilometri, generalmente percorribili in circa 30-35 giorni a piedi.

Una via antica, ma non la prima

Il pellegrinaggio a Compostela iniziò a svilupparsi dopo la scoperta, nel IX secolo, di una tomba identificata come quella dell’apostolo Giacomo. La tradizione lega i primi anni del santuario ad Alfonso II, re delle Asturie, che promosse la costruzione della prima chiesa sopra la tomba.

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L’itinerario associato al viaggio da Oviedo verso la Galizia è all’origine dell’attuale Cammino Primitivo. Per questo motivo è più corretto attribuire a questo percorso la distinzione di essere il primo Cammino giacobeo tradizionalmente documentato.

Il Cammino del Nord nacque in modo diverso. I pellegrini provenienti dai territori orientali, così come quelli che arrivavano via mare, utilizzavano strade già esistenti tra insediamenti, vallate, ponti, monasteri, mercati e porti.

Nel Medioevo nessuno progettò un’unica strada da Irún a Santiago. Esisteva piuttosto una rete di comunicazione che, progressivamente, acquisì una funzione giacobea. Il Cammino che vediamo oggi è dunque una via storica vivente.

Il Cammino del Nord non è il Cammino Inglese

Il rapporto del Norte con il mare può generare un’altra confusione frequente: quella con il cosiddetto Cammino Inglese. Anche il Cammino Inglese è profondamente legato ai pellegrini provenienti dall’Europa settentrionale, ma i due percorsi svolgevano funzioni differenti.

Nel Cammino Inglese, la traversata marittima conduceva in Galizia. Pellegrini provenienti dall’Inghilterra, dalle Fiandre e da altri territori sbarcavano in porti come A Coruña o Ferrol e da lì intraprendevano la parte terrestre del viaggio verso Santiago.

Nel Cammino del Nord avveniva qualcosa di diverso. Esisteva un lungo corridoio terrestre che correva lungo la costa cantabrica. I porti rappresentavano le porte di accesso a questo corridoio.

Un viaggiatore poteva arrivare via terra da est, ma poteva anche sbarcare a Bermeo, Bilbao, Santander o in un altro porto e proseguire da lì verso occidente. La differenza può essere sintetizzata così: il Cammino Inglese prolungava via terra un viaggio iniziato per mare; il Cammino del Nord era una strada terrestre aperta al mare.

E c’è un’ulteriore distinzione: mentre l’Inglese conduce essenzialmente verso Santiago, il Norte offre collegamenti storici con altri importanti centri di pellegrinaggio.

 

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Una strada dalla quale ne partono altre

È probabilmente questa la sua caratteristica più singolare. Il primo grande crocevia si trova in Cantabria. Dopo aver attraversato Castro Urdiales, Laredo, Santander, Santillana del Mar, Comillas e San Vicente de la Barquera, il pellegrino raggiunge l’area di Muñorrodero. Da qui può proseguire verso Santiago oppure deviare verso l’interno, in direzione dei Picos de Europa, lungo il Cammino Lebaniego, che conduce al monastero di Santo Toribio de Liébana.

Il secondo grande bivio si trova nelle Asturie. Dopo aver attraversato Llanes, Ribadesella e Villaviciosa, il camminatore arriva a Casquita. Qui i percorsi si dividono: verso Gijón prosegue il Cammino del Nord; verso l’interno si apre la strada per Oviedo. Chi sceglie questa seconda opzione può raggiungere la cattedrale di San Salvador e poi proseguire verso Compostela lungo il Cammino Primitivo.

Il collegamento non è casuale. Per secoli le reliquie conservate a Oviedo esercitarono una forte attrazione sui pellegrini. Da questa tradizione deriva il celebre detto medievale che ricordava l’importanza di visitare il Salvatore prima di proseguire verso Santiago.

In questo modo, nel giro di poche centinaia di chilometri, il Cammino del Nord collega tre grandi geografie del pellegrinaggio: Compostela, Liébana e Oviedo.

I Paesi Baschi: un inizio impegnativo

Il Cammino si apre con un avvertimento per chi lo immagina come una tranquilla passeggiata sul mare. Da Irún o Hondarribia, il territorio basco introduce frequenti salite e discese. L’attraversamento del Jaizkibel, l’arrivo a Pasaia, San Sebastián, Zarautz e Deba mostrano già la caratteristica mescolanza del Norte: mare, boschi, casolari, centri urbani e tratti nell’entroterra.

Successivamente l’itinerario si allontana dalla costa per attraversare Markina-Xemein, l’area di Ziortza, Gernika e Bilbao. È uno dei tratti nei quali conviene calcolare le tappe non soltanto in base ai chilometri, ma anche al dislivello. Una tappa relativamente breve può rivelarsi più impegnativa del previsto.

Cantabria: baie, città costiere e una scelta

Entrando in Cantabria, il paesaggio si apre. Castro Urdiales e Laredo conservano il carattere delle antiche città portuali; Santoña introduce paludi ed estuari; Santander riporta il pellegrino alla dimensione di una grande città. Più avanti arrivano Santillana del Mar, Comillas e San Vicente de la Barquera.

L’attraversamento delle baie e delle foci dei fiumi spiega anche perché questa sezione del Cammino abbia storicamente conosciuto diverse alternative. Dove oggi esistono strade e ponti, per secoli potevano esserci traghetti o deviazioni terrestri.

È anche il territorio nel quale il pellegrino deve decidere se proseguire direttamente verso le Asturie oppure aggiungere al viaggio la deviazione verso Liébana.

 

Pilgrims on the coastal route of the Northern Way
Pellegrini sul percorso costiero del Cammino del Nord. Mazur Travel / Shutterstock.com
Asturie: tra il Mar Cantabrico e il Primitivo

L’ingresso nelle Asturie avviene in un paesaggio nel quale la vicinanza tra mare e montagna torna a modellare il percorso. Llanes e Ribadesella conducono verso Villaviciosa e Casquita, il nodo fondamentale per chi desidera collegarsi a Oviedo.

Chi rimane sul Norte prosegue verso Gijón e Avilés, per poi attraversare una successione di centri più piccoli nelle Asturie occidentali: Muros de Nalón, Soto de Luiña, Luarca, Navia e A Caridá.

Avvicinandosi all’estuario dell’Eo si presenta un’altra scelta. Oggi molti pellegrini attraversano direttamente verso Ribadeo passando sul Ponte dos Santos. Esiste anche la variante interna, che prosegue attraverso Vegadeo e Santiago de Abres prima di entrare in Galizia.

Galizia: il mare resta alle spalle

Ribadeo segna un cambiamento netto. Il pellegrino lascia rapidamente alle spalle il paesaggio marittimo e attraversa la Galizia passando per Vilanova de Lourenzá, prima di raggiungere Mondoñedo, una delle località storicamente più importanti del tratto galiziano.

La sua cattedrale, il suo passato di sede episcopale e la stessa configurazione urbana ricordano che il Cammino non era organizzato esclusivamente in funzione delle distanze, ma anche intorno a luoghi capaci di accogliere, orientare e offrire riparo ai viaggiatori.

Da Mondoñedo comincia la salita verso Abadín. Seguono Vilalba, Baamonde e il monastero di Sobrado dos Monxes. Infine, ad Arzúa, il Cammino del Nord si unisce al Cammino Francese.

Come percorrerlo oggi

Chi dispone del tempo necessario per completare l’intero percorso dovrebbe prevedere circa cinque settimane, anche se il numero delle tappe dipende molto dalla preparazione fisica e dalle distanze giornaliere che si scelgono di affrontare.

Una suddivisione ragionevole potrebbe prevedere circa otto o nove tappe per i Paesi Baschi, sette o otto per la Cantabria, undici-tredici per le Asturie e circa otto per la Galizia. Le suddivisioni ufficiali delle tappe non devono essere considerate vincolanti: alcune superano ampiamente i 30 chilometri e può essere opportuno frazionarle.

Vale inoltre una precauzione fondamentale: sul Norte la difficoltà non dipende soltanto dalla distanza. Il terreno, soprattutto nei Paesi Baschi e in alcuni tratti delle Asturie, può modificare sensibilmente la percezione e l’impegno richiesto da una tappa.

Una rete ancora visibile

Il grande fascino del Cammino del Nord non risiede soltanto nelle vedute sul Mar Cantabrico. La sua storia rivela qualcosa di più profondo sul pellegrinaggio medievale. Le vie non funzionavano come le strade moderne, con un punto di partenza definito, una destinazione precisa e un tracciato invariabile. Erano reti composte da porti, ponti, ospedali, monasteri, città, strade secondarie e santuari.

Il pellegrino poteva sbarcare in un porto, inserirsi in una strada già esistente, deviare verso Liébana, entrare a Oviedo e poi proseguire lungo un altro Cammino.

È per questo che il Norte rimane, forse più di qualsiasi altro grande itinerario giacobeo, il Cammino che permette di comprendere come un tempo le strade non finissero là dove ne cominciava un’altra: si incontravano.

 

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