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Processione con candele al Santuario di Fatima Fredericoalmeida84 - Shutterstock

Fatima, cuore pulsante del turismo religioso globale

Oltre 5.200 incontri B2B, 42 paesi rappresentati e 6,5 milioni di pellegrini nel 2025: il Santuario portoghese si conferma laboratorio strategico per il futuro del turismo spirituale mondiale.

C’è un luogo dove il sacro incontra gli operatori del mercato, dove la memoria spirituale si traduce in flussi economici misurabili, dove la domanda di senso — quella antropologicamente primaria che gli studi di Victor Turner sulla communitas pellegrina documentano da decenni — diventa progetto industriale e diplomatico. Quel luogo è Fátima. E ogni anno, in febbraio, diventa anche l’epicentro mondiale del turismo religioso professionale.

Si sono conclusi il 20 febbraio 2026 i lavori della prima fase della tredicesima edizione degli International Workshops on Religious Tourism (IWRT), organizzati da ACISO – Associação Empresarial Ourém-Fátima con un vasto partenariato istituzionale. La seconda tappa si è tenuta il 23 febbraio a Guarda, città dal forte patrimonio ebraico, prima della partecipazione dei buyer alla BTL – Better Tourism Lisbon Travel Market del 25 e 26 febbraio.

I numeri parlano da soli, ma è il loro significato sistemico a meritare attenzione: 132 buyer internazionali, 136 supplier, 41 espositori, rappresentanti di 42 paesi e 35 mercati emissori. In due giorni, più di 5.200 riunioni B2B. Una densità di relazioni commerciali che il presidente di ACISO, Pedro Mafra, ha sintetizzato con precisione strategica: “Più importante dei numeri è l’impatto che generano — economico, promozionale e nella creazione di relazioni di lungo periodo tra destinazioni e operatori turistici.”

Luoghi di fede: Memoria, spiritualità, esperienza del pellegrino

Il tema della conferenza inaugurale — Os Lugares de Fé: Memória, Espiritualidade e Experiência do Peregrino — non è stato scelto per caso. Lo storico dell’arte e direttore del Museo del Santuario di Fátima, Marco Daniel Duarte, ha offerto una lettura che risuona perfettamente con i più recenti sviluppi della neuroscienze del pellegrinaggio: i luoghi di fede non sono semplici coordinate geografiche, ma dispositivi cognitivi ed emotivi capaci di attivare ciò che il neuroscienziato Antonio Damasio chiama somatic markers — marcatori somatici legati alla memoria autobiografica e all’identità culturale collettiva. Il pellegrinaggio, in questa prospettiva, non è un viaggio verso un luogo ma verso sé stessi attraverso un luogo.

 

Stand informativo en el IWTR de Fátima, febrero 2026 - Fair Use
Stand informativo presso l’IWTR di Fatima, febbraio 2026 – Fair Use

Particolarmente significativa è stata la presentazione di Jolit Shaker sulla “Eredità viva della Vergine Maria in Egitto attraverso la Rotta della Sacra Famiglia” — un itinerario che attraversa oltre 25 siti lungo il Nilo e il Delta, riconosciuto dall’Autorità Egiziana del Turismo come prodotto di eccellenza internazionale.

Accanto a questa, la proposta di Hugo Sartor del Municipio di Luján (Argentina) relativa al Primo Forum Iberoamericano delle Città Mariane: un progetto di rete transnazionale che evidenzia come il turismo mariano stia costruendo architetture diplomatiche soft capaci di collegare tre continenti.

Fátima come piattaforma, non solo destinazione

Nel 2025 il Santuario di Fátima ha accolto circa 6,5 milioni di pellegrini. Un dato che posiziona il sito portoghese tra i cinque maggiori centri di pellegrinaggio al mondo, dopo Mecca, Vaticano e i principali siti induisti e buddisti dell’Asia meridionale. Ma il valore strategico di Fátima supera la dimensione devozionale.

Come ha sottolineato Rui Ventura, presidente dell’Ente Regionale del Turismo del Centro: “Fátima è un asset globale. È una destinazione, ma è anche una porta d’accesso — per il Médio Tejo, per il Centro del Portogallo, per la nostra diversità culturale e paesaggistica.” Questa visione semiotica — Fátima come significante capace di aprire catene di significazione verso territori e culture circostanti — è esattamente il modello che la letteratura sul nation branding spirituale (si pensi agli studi di Simon Anholt sul place identity) indica come più efficace per la valorizzazione sostenibile del patrimonio immateriale.

Manuel Valamatos, presidente della Comunità Intermunicipale del Médio Tejo, ha quantificato questo rapporto in modo netto: “Fátima rappresenta oltre il 75% del turismo nella nostra regione. Quando il turismo cresce a Fátima, cresce ovviamente nel Médio Tejo.” Una concentrazione che è allo stesso tempo punto di forza e sfida per la diversificazione dell’offerta territoriale.

 

ACISO President Pedro Mafra, in the opening speech at IWTR
Il presidente dell’ACISO Pedro Mafra, nel discorso di apertura dell’IWTR

Resilienza territoriale: il turismo come strumento di ricostruzione

La tredicesima edizione degli IWRT si è svolta in un contesto segnato dalla tempesta Kristin e da successive perturbazioni atmosferiche che hanno devastato ampie zone del Portogallo. La scelta di mantenere l’evento, amplificandone anzi il messaggio istituzionale, è stata essa stessa un atto di comunicazione strategica: il turismo religioso come vettore di resilienza comunitaria.

“La resilienza territoriale non può dipendere solo dallo sforzo locale. Deve essere assunta come priorità nazionale,” ha dichiarato Luís Albuquerque, sindaco di Ourém. Il rettore del Santuario di Fátima, padre Carlos Cabecinhas, ha precisato la traiettoria: “Il turismo religioso deve essere motore di recupero di questa area colpita.” La psicologia del disastro (Quarantelli, Dynes) documenta come la ripresa delle pratiche rituali e dei flussi di visita ai luoghi sacri acceleri significativamente i processi di resilienza psicosociale nelle comunità colpite da calamità — non per ragioni mistiche, ma per il ripristino di routine, senso comunitario e identità collettiva.

Mercati emergenti e nuove geografie della fede

Sul fronte della domanda, i dati presentati dal presidente della Confederazione del Turismo del Portogallo, Francisco Calheiros, indicano tendenze che ridisegnano la mappa globale del turismo spirituale. La Corea del Sud emerge come mercato in forte crescita — “in gran parte grazie al volo diretto tra Seoul e Lisbona” — accanto agli Stati Uniti, Cina e Giappone. Questi dati sono coerenti con le ricerche dell’UNWTO sul turismo religioso post-pandemia, che documentano una crescita globale del segmento stimata tra il 5 e il 7% annuo, con particolare accelerazione nei mercati asiatici dove la componente esperienziale e identitaria del viaggio sacro ha un peso culturale storicamente consolidato.

Il Segretario di Stato al Turismo, Pedro Machado, ha evidenziato una proiezione di straordinaria portata: i buyer e supplier partecipanti agli IWRT si traducono in un potenziale di oltre 5 miliardi di visitatori/turisti. Una cifra che colloca questo workshop non come semplice fiera di settore, ma come nodo critico nell’infrastruttura globale del turismo spirituale.

 

A moment during the IWTR 2026 meeting - Fair Use
Un momento durante la riunione IWTR 2026 – Fair Use

La Lituania, destino ospite: Terra di speranza e fede viva

Quest’anno il destino ospite è stata la Lituania, rappresentata da Lidija Bajarūnienė, vicepresidente della Commissione Europea del Turismo e rappresentante del Ministero dell’Economia e dell’Innovazione. Sotto il motto “Terra di Speranza, Misericordia e Fede Viva”, la Lituania ha presentato un patrimonio religioso tra i più articolati dell’Europa settentrionale: dalle croci del Colle delle Croci di Šiauliai ai santuari mariani, fino alle tracce della millenaria tradizione cristiana baltica.

La presenza lituana rafforza la vocazione interculturale e interreligiosa degli IWRT, confermando come il turismo di fede operi trasversalmente alle geografie politiche, costruendo ponti di dialogo che la diplomazia tradizionale spesso fatica a tessere.

Il certificato del pellegrino di Fátima e i cammini del futuro

Una delle annunci più attesi è stato quello del Certificato del Pellegrino di Fátima, che sarà lanciato il 13 ottobre, Giornata Nazionale del Pellegrino. Sull’onda del modello della Compostela di Santiago, il certificato intende valorizzare i Cammini di Fátima come prodotto esperienziale strutturato, intercettando una domanda crescente di autenticità e di “slow travel” spirituale che gli studi sul turismo esperienziale (Pine & Gilmore) identificano come uno dei driver più potenti nelle decisioni di viaggio delle generazioni Millennial e Gen Z.

La seconda fase degli IWRT a Guarda ha approfondito il patrimonio ebraico del Portogallo — una delle eredità culturali più straordinarie e ancora sottovalutate della Penisola Iberica — confermando la vocazione degli IWRT a trattare il turismo religioso nella sua piena complessità multifede, oltre la sola dimensione cattolica.

“I luoghi di fede sono ponti tra il visibile e l’invisibile. La memoria è il filo che collega le generazioni. La spiritualità è la forza che spinge la ricerca umana di significato. E l’esperienza del pellegrino è l’espressione concreta di quella ricerca.” Con queste parole, la consigliera comunale di Guarda, Cláudia Guedes, ha offerto forse la sintesi più precisa di ciò che gli IWRT cercano di fare da tredici anni: trasformare il senso in sistema, e il sistema in futuro.

 

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