C’è una bevanda che a Malta ti viene servita ancora prima che qualcuno ti chieda cosa desideri bere. A una tavolata durante una festa patronale, in un bar della Valletta o su una terrazza di Gozo mentre il calore del pomeriggio continua a irradiarsi dalla pietra, qualcuno riempirà un bicchiere di una bibita ambrata e frizzante e lo poserà davanti a te. È il Kinnie. E ad agosto, nella lunga settimana che conduce alla festa di Santa Marija, fa parte del paesaggio quanto le bande musicali e i fuochi d’artificio.
La risposta maltese a una domanda americana
Il Kinnie fu lanciato nel giugno del 1952 dalla Simonds Farsons Cisk, il birrificio che produceva già la celebre birra Cisk fin dagli anni Venti, come alternativa alle bevande a base di cola che stavano conquistando l’Europa del dopoguerra.
L’ideatore fu Anthony Miceli Farrugia, detto Ġiġi, amministratore delegato dell’azienda, metà siciliano e grande estimatore del chinotto, la bibita amara molto diffusa nell’Italia meridionale. Il suo obiettivo era creare una versione autenticamente maltese. Per questo si recò presso una storica azienda artigianale di essenze a Milano, dove iniziò lo sviluppo della ricetta destinata a diventare il Kinnie.
Rientrato a Malta con tre campioni, fu l’essenza realizzata da Paolo Salamina a costituire la base definitiva della nuova bevanda. Il farmacista Augustus Gandini mise a punto la formula finale: una bibita gassata al gusto di arancia amara, più leggera e fruttata rispetto al chinotto italiano, dal caratteristico colore ambrato scuro.
Anche il nome fu scelto con attenzione: Kinnie, semplice da pronunciare in maltese, italiano e inglese.
Nel giro di appena due anni dal lancio conquistò circa un terzo del mercato maltese delle bevande analcoliche, superando numerosi marchi concorrenti. Nel 1975 ricevette il riconoscimento di bevanda analcolica dell’anno assegnato dal Comité International d’Action Gastronomique et Touristique francese.
Cosa contiene il bicchiere
La ricetta del Kinnie rimane tuttora segreta, ma la descrizione ufficiale parla di una miscela di arance amare chinotto del Mediterraneo unite all’infusione di una dozzina di erbe aromatiche e spezie, tra cui: anice, ginseng, vaniglia, rabarbaro, liquirizia. Vengono utilizzati esclusivamente ingredienti naturali.
Il risultato è una bevanda agrodolce, con leggere note legnose e una vivace freschezza agrumata che evita qualsiasi sensazione di pesantezza. In altre parole, è esattamente ciò che si desidera bere durante una giornata d’agosto con temperature superiori ai 35 gradi.
Il suo antenato italiano, il chinotto, appartiene a una tradizione molto antica. Già in epoca storica era conosciuto come una bevanda dal gusto amarognolo e dal colore scuro, mentre la produzione industriale della versione gassata si sviluppò soprattutto negli anni Cinquanta. Il Kinnie nacque proprio in quel periodo, ma seguì immediatamente una strada propria, tanto da diventare qualcosa di completamente distinto. I maltesi non lo considerano una variante locale del chinotto: per loro è semplicemente Kinnie.
Come afferma Peter Mercieca, responsabile del business internazionale di Farsons: «Fa parte della nostra identità nazionale. Si cresce con il Kinnie e si invecchia con la Cisk.»
Una frase che coglie perfettamente il suo valore simbolico. Per molti maltesi il Kinnie è il sapore dell’infanzia: la bibita che si beveva durante le feste patronali mentre gli adulti sorseggiavano birra. Il suo caratteristico equilibrio tra amaro, dolce e aromi racchiude il ricordo di un’intera estate maltese.

Lo Spritz
Il Kinnie Spritz è un cocktail semplice. E proprio questa semplicità rappresenta uno dei suoi punti di forza.
Le ricette variano leggermente: parti uguali di Kinnie e Prosecco; oppure Kinnie con Aperol e una spruzzata di soda; sempre servito con ghiaccio e una fetta d’arancia.
Le differenze sono minime. Ciò che conta davvero è l’incontro tra l’amaro del Kinnie e la leggerezza del vino spumante, che insieme danno vita a una bevanda sorprendentemente fresca, più di quanto riuscirebbero a fare i due ingredienti separatamente.
Negli ultimi anni è diventato l’aperitivo per eccellenza dell’estate maltese. Lo si trova nei locali sul lungomare della Valletta e nei tavolini allestiti nelle piazze dei paesi durante la settimana delle feste patronali.
Nei giorni che precedono Santa Marija, quando sette parrocchie celebrano contemporaneamente l’Assunzione e l’intero Paese vive quello che rappresenta il cuore dell’estate, il Kinnie Spritz svolge lo stesso ruolo culturale che l’Aperol Spritz ricopre in Veneto o il tinto de verano in Andalusia.
È la bevanda che accompagna i preparativi della festa: mentre vengono montate le luminarie, le bande provano le marce e l’odore della polvere da sparo dei petardi del pomeriggio si diffonde tra le vie del paese.

L’ospitalità delle feste maltesi
La cultura delle feste patronali maltesi possiede un proprio linguaggio dell’ospitalità. Le tradizioni risalgono alla fine del XVIII secolo e comprendono processioni, bande musicali e spettacoli pirotecnici che si susseguono per l’intera giornata.
In questo contesto, cibo e bevande non sono semplici elementi accessori. Davanti alle case compaiono tavoli apparecchiati. Vicini che non si vedevano dall’anno precedente si ritrovano. I bar dei band club aprono prima del consueto e chiudono molto più tardi.
Il Kinnie Spritz si inserisce perfettamente in questa atmosfera perché, soprattutto, non è una bevanda troppo alcolica. Una festa patronale inizia nel primo pomeriggio e può proseguire ben oltre la mezzanotte. L’ospitalità è continua e serve un aperitivo capace di accompagnare l’intera giornata senza risultare eccessivo.
Inoltre, la naturale nota amarognola del Kinnie pulisce il palato e si abbina perfettamente ai piatti tipici che animano le tavole durante la festa: il coniglio fritto, i pastizzi, la ftira farcita con tonno e capperi e molte altre specialità della cucina maltese.
Un assaggio autentico di Malta
Per chi arriva a Malta in agosto — sia per percorrere le prime tappe del Camino Maltés partendo dalla Grotta di San Paolo, sia per visitare i santuari mariani insieme a XirCammini — il Kinnie Spritz rappresenta probabilmente il modo più immediato e autentico per entrare nello spirito dell’isola.
È mediterraneo, leggermente amaro, sorprendentemente fresco. Ha il sapore di un luogo che coltiva da molto tempo le proprie tradizioni e non sente alcun bisogno di cambiarle.
Come osserva Michael Farrugia di Farsons: «Se lo ami, lo ami con passione, perché non esiste davvero nulla che possa sostituirlo.»
Ed è proprio questo il punto. Malta non produce il Kinnie Spritz perché il mondo avesse bisogno di un altro aperitivo. Lo produce perché esiste il Kinnie. E il Kinnie esiste perché, nel 1952, un uomo nato su una piccola isola nel cuore del Mediterraneo decise che il suo Paese meritava una bevanda tutta sua. Aveva ragione.
Santa Marija: Malta’s greatest feast and the island’s Marian soul
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