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Una splendida vista aerea del tempio di Borobudur, il più grande monumento buddista del mondo, situato a Magelang, Giava centrale, Indonesia. Rojaja - Shutterstock

Borobudur: Pellegrinaggio attraverso il più grande monumento buddhista del mondo

Nella rigogliosa pianura di Kedu, nel cuore di Giava Centrale, tra risaie e vulcani, si erge Borobudur: un immenso mandala di pietra costruito oltre un millennio fa. Spesso descritto come il più grande monumento buddhista del mondo, Borobudur non è un tempio nel senso convenzionale del termine. È un cosmogramma percorribile a piedi, una montagna di significati scolpita nella pietra vulcanica, progettata per essere circondata, salita e contemplata.

A lungo sepolto sotto la cenere vulcanica e la foresta, Borobudur è riemerso come simbolo nazionale e meta di pellegrinaggio internazionale. Il suo progetto racchiude la filosofia del Buddhismo Mahāyāna, la geografia cosmica e la pratica meditativa. Percorrerne i sentieri significa entrare in un mondo in cui pietra e narrazione, movimento e consapevolezza sono inseparabili.

Origini e scopo: Un monumento al cammino

Borobudur fu costruito tra l’VIII e il IX secolo d.C. sotto la dinastia Śailendra, in un’epoca in cui Giava era un crocevia fiorente di tradizioni buddhiste, induiste e animiste locali. A differenza di molte strutture religiose del tempo, Borobudur non fu eretto per ospitare monaci o celebrare liturgie rituali, ma come luogo di pellegrinaggio e istruzione.

La struttura assume la forma di una piramide a gradoni, fondendo gli stupa dell’India dell’era Gupta con le terrazze e le tradizioni megalitiche giavanesi. Dalla base quadrata alla sommità circolare, Borobudur riflette la struttura concettuale dell’universo buddhista: un diagramma del saṃsāra (l’esistenza ciclica) e del cammino verso la liberazione.

Nel suo nucleo più profondo, Borobudur è l’incarnazione architettonica del sentiero del bodhisattva. Offre ai pellegrini un’esperienza spaziale di progressione: dal mondo del desiderio e dell’illusione, attraverso la disciplina delle forme, fino al regno senza forma del risveglio.

 

Seated Buddha at Borobudur Temple near Yogyakarta, Central Java, Indonesia
Buddha seduto nel tempio di Borobudur vicino a Yogyakarta, Giava centrale, Indonesia

L’ascesa: Il pellegrinaggio come elevazione

Il pellegrinaggio a Borobudur è un atto di circoambulazione e ascesa. Tradizionalmente, i visitatori entrano dalla scalinata orientale e iniziano a percorrere in senso orario ogni livello, salendo gradualmente verso l’alto.

Il monumento è composto da tre zone principali:

  • Kamadhatu (il regno del desiderio): rappresentato dalla base nascosta, simboleggia l’attaccamento e l’indulgenza sensoriale. I suoi rilievi furono coperti poco dopo la costruzione, forse per motivi strutturali o simbolici.
  • Rupadhatu (il regno della forma): la sezione intermedia, costituita da quattro terrazze quadrate ornate con oltre 1.300 pannelli a bassorilievo, raffiguranti i racconti Jātaka, il Lalitavistara (la vita del Buddha) e scene di vita quotidiana. Qui il pellegrino è invitato a riflettere sulla condotta etica, sulla causalità e sulla disciplina.
  • Arupadhatu (il regno senza forma): i livelli superiori comprendono tre terrazze circolari, ciascuna circondata da stupa a forma di campana contenenti statue del Buddha seduto. Queste forme aperte evocano il vuoto e la trascendenza.

Alla sommità si trova un grande stupa centrale, semplice, silenzioso e chiuso, interpretato da alcuni come rappresentazione dell’ineffabile: la realtà ultima che va oltre ogni forma.

Un monumento senza iscrizioni

Uno dei grandi enigmi di Borobudur è l’assenza di iscrizioni dedicatorie o camere interne. A differenza di altri santuari del Sud e Sud-est asiatico, non vi è alcuna reliquia conosciuta al suo interno. Il suo scopo sembra essere puramente simbolico ed esperienziale, a conferma dell’idea che il vero rituale sia l’atto del camminare, fisicamente e mentalmente.

Questa mancanza di una sacralità convenzionale rafforza Borobudur come pellegrinaggio di movimento, dove il sacro non è racchiuso, ma si incarna nello spazio e nell’azione.

Riscoperta e rinascita

Aerial view of Borobudur temple Magelang, Indonesia
Veduta aerea del tempio di Borobudur Magelang, Indonesia

Abbandonato intorno al XIV secolo, quando Giava si orientò verso l’Islam e i centri politici si spostarono a est, Borobudur rimase sepolto sotto cenere vulcanica e giungla per secoli. Fu riscoperto agli inizi del XIX secolo da funzionari coloniali olandesi e successivamente scavato e restaurato in diverse fasi.

Nel XX secolo, Borobudur divenne un’icona laica del patrimonio indonesiano, raffigurato nei libri scolastici, sulle banconote e nella retorica statale. Nel 1991 fu iscritto nella lista dei Patrimoni Mondiali UNESCO, attirando pellegrini buddhisti e turisti da tutto il mondo.

Sebbene oggi la maggior parte dei giavanesi non si identifichi come buddhista, il sito ha riacquistato una funzione rituale, soprattutto durante il Vesak (Waisak), la celebrazione annuale della nascita, dell’illuminazione e della morte del Buddha. Pellegrini da Thailandia, Myanmar, Sri Lanka e altri paesi si riuniscono per processioni alla luce delle candele e camminate meditative attorno al monumento.

Il pellegrinaggio oggi: Come visitare Borobudur

Borobudur si trova a Magelang, in Giava Centrale, a circa 40 chilometri da Yogyakarta, un importante centro culturale con collegamenti aerei e ferroviari. Il sito è aperto tutto l’anno, ma l’accesso ai livelli superiori può essere limitato per motivi di conservazione.

Punti di interesse:

  • Museo Karmawibhangga: espone i rilievi della base nascosta e le prime fotografie del restauro di Borobudur.
  • Templi di Mendut e Pawon: due templi vicini storicamente collegati al paesaggio rituale di Borobudur.
  • Festival del Vesak: si svolge durante la luna piena di maggio e raduna migliaia di persone in una celebrazione multilingue di unità buddhista.

I visitatori devono vestirsi in modo modesto e avvicinarsi al monumento con rispetto, soprattutto durante gli eventi rituali. Guide locali, formate in archeologia e studi religiosi, possono offrire un’interpretazione più profonda della simbologia e delle storie del monumento

Un mandala vivente

Per i pellegrini moderni, religiosi o meno, Borobudur offre un’opportunità rara: camminare dentro una filosofia. Ogni livello invita alla contemplazione, ogni rilievo parla attraverso i secoli. Il sito richiede presenza, pazienza e prospettiva.

Come atto di pellegrinaggio, Borobudur non riguarda il raggiungimento di un santuario: riguarda l’ascesa attraverso il significato. Un incontro con il vuoto, non come mancanza, ma come chiarezza, spaziosità e interconnessione.

 

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