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L'albero di Maria a Matariyya Inma Alvarez

Albero di Maria a Matariyya

L’Albero di Maria a Matariyya, nell’antica Eliopoli oggi inglobata dal Cairo moderno, è uno dei luoghi più significativi del percorso della Sacra Famiglia in Egitto. La tradizione copta racconta che la Vergine Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù si riposarono qui all’ombra di un albero. In questo punto, Gesù avrebbe fatto sgorgare un pozzo di acqua dolce, benedetta perché portasse sollievo e guarigione. Maria vi lavò le fasce del Bambino e, secondo il racconto, dal punto in cui versò l’acqua nacque una pianta di balsamo dal profumo intenso. Pellegrini medievali come Bruchard del Monte Sion o il veneziano Marino Sanuto descrivono i celebri giardini di balsamo di Matariyya e il pozzo legato alla Vergine. Per secoli, il balsamo di Matariyya fu apprezzato in tutto il Mediterraneo sia per le sue proprietà terapeutiche sia come ingrediente degli oli liturgici nelle Chiese d’Oriente e d’Occidente.

L’“Albero della Vergine” non è rimasto identico nei secoli: l’esemplare originario cadde nel 1656, fu ripiantato dai frati francescani e, nel tempo, diverse specie si sono avvicendate nello stesso luogo sacro. La devozione —e talvolta l’imprudenza— lasciò cicatrici: rami spezzati come reliquie, nomi incisi nella corteccia e persino graffiti lasciati dai soldati francesi nel 1800. Nel 2013 l’albero è crollato di nuovo, probabilmente per l’innalzamento della falda freatica, e solo alcune branche vive hanno dato origine all’albero attuale, oggi protetto in un piccolo recinto accanto al pozzo e a una cappella. Nonostante il quartiere caotico che lo circonda, il sito è stato restaurato con cura e dotato di percorsi, servizi accessibili e un centro visitatori. All’interno, la quiete della sua ombra continua a evocare l’idea di riparo, tenerezza e benedizione.

 

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