Skip to content Skip to sidebar Skip to footer
Vista interiore della cattedrale gotica di San Paul Aureliénne EBASCOL - Shutterstock

Cattedrale di Saint-Pol-de-Léon

La cattedrale di Saint-Pol-de-Léon, dedicata a san Paolo Aureliano, fu la sede dell’antico vescovado di Léon, nato nel VI secolo e soppresso nel 1801. Oggi appartiene alla diocesi di Quimper e Léon, di cui è una delle due sedi cattedrali, ed è tutelata come monumento storico dal 1840. È inoltre una delle sette cattedrali-tappa del Tro Breiz, il grande pellegrinaggio bretone.

La sua vicenda è fatta di distruzioni e rinascite: una prima cattedrale fu distrutta dai danesi nel 875; la successiva, romanica, venne danneggiata nel 1170 durante un’incursione legata a Enrico II Plantageneto. L’edificio attuale prende avvio intorno al 1230: prima si ricostruiscono facciata occidentale e navata tra XIII e inizio XIV secolo; dopo una lunga interruzione, una seconda grande campagna porta al rifacimento del transetto e del capocroce/chevet, concluso nel 1539.

Dal punto di vista architettonico è una cattedrale bretone con forte impronta normanna e anglo-normanna: la facciata richiama i modelli di Lisieux e Coutances, mentre navata e chevet presentano un camminamento murario alla base delle finestre alte e alcune aperture con profilo a mitra, tipiche della tradizione anglo-normanna. Inoltre conserva, fatto raro, una parte del transetto romanico, poi aggiornato sul finire del Medioevo.

All’interno spiccano arredi e opere: le stalle del coro (XVI secolo), il retablo di Notre-Dame du Mont-Carmel (proveniente dall’antico convento dei Carmelitani), diversi sepolcri, e le suggestive “Étagères de la nuit”, una serie di reliquiari di crani che trasformano la visita in un incontro ravvicinato con la memoria e la devozione.

  • Indirizzo
    Presbytère, 1 rue des vieilles Ursulines – Saint Pol de Léon, Francia
  • Web
    https://www.paroisse-saintpaulaurelien.fr/
  • Orario di Visita
    Sconosciuto
  • Cosa vedere
    Facciata ovest di ispirazione normanna, stalli del coro del XVI secolo, “Étagères de la nuit”

Questo post è disponibile anche in: English Español

Lascia un commento